La borghesia “illuminata”

recensione di Luca Michelini, Professore di Storia del pensiero economico, Università LUM di Bari, tratta dal blog Ammiraglio61, 17 ottobre 2009

Ho letto il testo di Franco Debenedetti e Antonio Pilati La guerra dei trent’anni. Politica e televisione in Italia 1975-2008, perché intuivo ciò che, nel corso della lettura, ha dimostrato di essere: non un’analisi dell’anomalia italiana – poniamo: Silvio Berlusconi –, ma un importante documento d’epoca, ovvero dei pensieri e delle pose delle classi dominanti e dirigenti italiane degli ultimi vent’anni, di cui i due autori sono autorevoli rappresentanti per meriti sociali e istituzionali.
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Tv, perché il monopolio ha prodotto Berlusconi

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di Tonino Bucci, da Liberazione del 06 Agosto 2009

«La nostra tesi è che la questione televisiva e di rimando il problema politico del berlusconismo siano il frutto di anomalie antiche, di molto anteriori alla famosa discesa in campo, e che a tutt’oggi in gran parte perdurano». Il libro di Franco Debenedetti e Antonio Pilati, La guerra dei Trent’anni. Politica e televisione in Italia 1975-2008 (Einaudi, euro 19), fa lo stesso effetto di un’autoanalisi. I saggi dei due autori – l’uno, con un excursus politico alle spalle come senatore del centrosinistra per tre legislature, l’altro studioso di media e componente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato – l’autocritica interna a una parte dell’opinione pubblica di sinistra italiana che non ha mai capito bene cosa fosse il berlusconismo e quando ha provato a farlo ha preso lucciole per lanterne. L’accusa, nella fattispecie, è che una parte maggioritaria della sinistra si è così attardata sull’idea che Berlusconi fosse la causa corruttrice del sistema televisivo, la fonte del degrado culturale e morale, da non rendersi conto che è stato piuttosto un sistema politico di antica data e un certo modo di gestire il potere ad aver reso possibile la nascita del berlusconismo e la crisi attuale della politica. A forza di confondere le cause con gli effetti non si è capito che non è Berlusconi a creare l’anomalia, ma che l’anomalia italiana ha creato il berlusconismo. Le responsabilità affondano nel passato di una storia trentennale.
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Tv, una guerra lunga trent’anni

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di Fabrizio Coscia, da “Il Mattino” del 24 Luglio 2009



Quella guerra infinita che ha spezzato Mamma Rai

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di Carlo Rognoni l’Unità del 22 luglio 2009



Politica e televisione: la lunga anomalia italiana

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di Natascha Fioretti, da Il Corriere del Ticino del 03 Luglio 2009

Non è una novità che il sistema televisivo italiano rappresenti un’anomalia rispetto a quello degli altri Paesi europei, in particolare per il suo rapporto a doppio filo con la politica e la sua dipendenza dai poteri forti. Sull’argomento si è già scritto tanto, soprattutto da quando il proprietario delle tre maggiori Tv commerciali si è candidato in politica e per quattro volte è stato eletto presidente del Consiglio. Detto questo, è di recente uscito un libro in Italia, che torna a parlare della questione ma lo fa in modo originale, controcorrente rispetto ai soliti clichés e luoghi comuni in passato spesi sull’argomento, e, soprattutto, con l’occhio critico e sapiente di chi conosce la materia, quella politica, ed è il caso di Franco Debenedetti (senatore con il centrosinistra per tre legislature) e quella normativo-legislativa, ed è il caso di Antonio Pilati (componente dell’Autorità garante della Concorrenza e del mercato).

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Rai, D’Alema: «Tg1 di Minzolini è come la tv sovietica»

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Da Il Messaggero del 03 Luglio 2009

ROMA (2 luglio) – Il Tg1 di Augusto Minzolini non ha nulla da invidiare alla vecchia tv sovietica. Lo ha detto Massimo D’Alema intervenendo al dibattito per la presentazione dell’ultimo libro di Franco Debenedetti e Antonio Pilati «La guerra dei 30 anni, politica e televisione in Italia 1975-2008». L’esponente del Pd ha rivelato al pubblico di essere un «buon consumatore di Sky». «Qualche giorno fa – ha aggiunto riferendosi alla visita di Berlusconi a Cipro – ho deciso di vedere il Tg 1 proprio il giorno in cui inopinatamente il premier si è presentato ad una riunione di ministri degli esteri. Evidentemente lo aveva fatto apposta per creare un evento mediatico. Il Tg 1 ha mandato la notizia con le immagini di repertorio di un incontro antecedente di Berlusconi con altri capi di governo. In altre occasioni avremmo detto che questa ‘è una tv sovietica».

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Politica e televisione «La guerra dei trent’anni»

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Da Il Tempo del 03 Luglio 2009

Negli anni si è guadagnato la fama di «grillo parlante». Cioè di colui che, da sinistra, critica e pungola la propria parte. Senza indulgenze. E infatti Franco Debenedetti, un passato da senatore dell’Ulivo e un presente da editorialista e commentatore di fatti politici ed economici non fa sconti a nessuno. Neanche nel suo ultimo libro «La guerra dei trent’anni – Politica e televisione in Italia 1975-2008», che contiene oltre al suo, un saggio di Antonio Pilati (Einaudi editore, pagg 303, euro 19). Senatore, va bene la guerra della televisione, ma addirittura una guerra dei trent’anni. Non le pare di esagerare? «Il mio saggio si intitola “Storia politica della televisione”. Il problema base di chi affronta un tema storico è: perché le cose sono andate così, e non in un altro modo? Nel nostro caso: perché abbiamo Berlusconi?» E la risposta? «Berlusconi è il padrone della televisione commerciale italiana. In tre mesi ha organizzato un partito, ha vinto. Negli ultimi 15 anni ha vinto tre elezioni su cinque. Un fatto unico sulla scena politica europea. Un’anomalia? Certo. Ma l’Italia è piena di anomalie». Ad esempio? «Siamo il Paese che ha avuto il più grande partito comunista occidentale. Una forte influenza della Chiesa. Un sistema iperparlamentare dove la governabilità è sempre un problema. Governi deboli che hanno lasciato formarsi un enorme debito pubblico. Fino al collasso di Mani Pulite».

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“Un errore difendere la Rai. Ora godiamoci il Tg1 sovietico”

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Da Rai News 24 del 03 Luglio 2009

“Il grande limite del centro sinistra fu non capire l’errore di arroccarsi nella difesa della tv pubblica. Avremmo dovuto privatizzare la Rai ridimensionandola e mettendola in campo in competizione con le tv private di Silvio Berlusconi. E’ stato un peccato che questo il centro sinistra non abbia voluto farlo”. E’ questa l’autocritica dell’ex presidente del Consiglio D’Alema nel corso di un dibattito per la presentazione del libro di Franco Debenedetti e Antonio Pilati “La guerra dei 30 anni, politica e televisione in Italia 1975-2008″.

Secondo l’esponente del Pd questa mancata soluzione avrebbe in parte risolto anche il problema del conflitto di interessi “affrontato dal governo Prodi in modo non efficace”. D’Alema ha invece rivendicato al governo da lui presieduto il merito di aver fatto approvare al Senato norme sullo stesso tema più efficaci, poi abbandonate alla Camera dal centro sinistra. Massimo D’Alema ha quindi ribadito che a suo avviso “si dovevano introdurre molto tempo fa elementi veri di competizione nel settore televisivo: infatti Sky sta ponendo oggi a Berlusconi molti più problemi di quanto il centro sinistra non gli abbia posto con le sue leggi mal congegnate. Non a caso – ha concluso D’Alema – Berlusconi non hai mai visto con favore la privatizzazione della Rai”.

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Lite D’ Alema-Tg1 È una tv sovietica, ha le traveggole

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Da La Repubblica del 03 Luglio 2009

Il Tg1 di Augusto Minzolini non ha nulla da invidiare alla vecchia tv sovietica. Ne è convinto Massimo D’ Alema che ha espresso il suo giudizio alla presentazione del libro di Franco Debenedetti e Antonio Pilati “La guerra dei 30 anni, politica e televisione in Italia 1975-2008″. «Qualche giorno fa – ha ricordato riferendosi al viaggio di Berlusconi a Cipro – ho deciso di vedere il Tg 1 proprio il giorno in cui inopinatamente il premier si è presentato ad una riunione di ministri degli esteri. Evidentemente lo aveva fatto apposta per creare un evento mediatico». Secondo l’ ex presidente del consiglio, il Tg diretto da Minzolini «è stato perfetto: ha mandato la notizia con le immagini di repertorio di un incontro antecedente di Berlusconi con altri capi di governo. In altre occasioni avremmo detto che questa “è una tv sovietica”». Anzi, ha tagliato corto, «solo la tv sovietica faceva cose di questo tipo». Eppure, ha aggiunto, «sono cose che incidono enormemente sull’ immagine del nostro paese». Pronta la replica del Tg1: «Se D’ Alema quella sera era davanti alla tv, evidentemente ha avuto le traveggole». Il portavoce di Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti, è poi corso in soccorso di Minzolini: «D’ Alema ha una profonda nostalgia del tempo che fu».



Attacco al Tg1, lite D’ Alema-Pdl

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Da Il Corriere del 03 Luglio 2009

«Una tv sovietica». È il Tg1 di Minzolini nel servizio sul premier in visita a Cipro nella definizione di Massimo D’ Alema. Intervenendo alla presentazione del libro La guerra dei trent’ anni, politica e televisione in Italia 1975-2008, l’ ex premier ha raccontato di come il Tg1 abbia «mandato immagini di repertorio di un incontro antecedente di Berlusconi con altri capi di governo. Solo la tv sovietica poteva fare cose di questo tipo». Paolo Bonaiuti (Pdl) liquida il giudizio di D’ Alema come «una profonda nostalgia del tempo che fu». Mentre per il Tg1 «quella sera D’ Alema ha avuto le traveggole» e «le uniche immagini di tv sovietica rimaste nella sua memoria appartengono alla sua gioventù».